Caro amico ti scrivo... o ti disegno.
Per una questione pratica non pratico la gente e se la pratico ci penso bene, tanto è vero che mi affeziono raramente ma quando lo faccio, cascasse il mondo, tutto è vero fino in fondo. E allora butto via il cuore, che se ne facciano ciò che vogliono, io ho vinto nel momento in cui ho iniziato a voler bene, un bene sopra tutto, tanto bene da abbattere le mie difese. Io capisco in quel momento che nella vita ho avuto tanto, capisco che c'è più di quello che voglio ammettere e allora posso gridare che voglio bene, che mi manchi o mancate, e fanculo tutto, mi posso fermare un attimo a riprendere fiato.
Se dedichi il tempo a qualcuno fallo pensando. Io scelsi te un giorno, neanche tanto lontano, io scelsi perchè la mia vita è sempre stata una questione di scelte. Ti scelsi in mezzo alla gente, tra le birre che tintinnavano e le risate che echeggiavano. Ho scelto te come spalla, come amico, come fratello, come compagno (non prenderti male). Ho scelto di credere che potevo andare oltre la mia cattiveria, la mia testardaggine, la mia mancanza (a volte) di cuore. Un disegno non spiega, può sembrare tutto e niente e alla fine a me non interessa far capire niente a nessuno, mi interessa sapere che nel tempo, quando le strade prenderanno vie diverse, avrò lasciato il meglio a chi ha saputo far uscire il meglio. Non prometto il "per sempre" ma prometto il qui ed ora e finchè ci sarai io ci sarò.
P.S. ...e una notte lasciasti portarti via,
solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.
Al mio caro, caro, ma tanto caro amico Davide, che possa il mio blog ricordarti quando io avrò l'alzheimer.

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