16 novembre 2014

Passione




Definitemi pazza,  isterica, psicopatica... Per me non è pazzia è solo un momento d'interruzione tra il mio animo e la mia coerenza! Socialmente sono accettabile sono nei miei momenti di lucidità, intimamente mi accetto solo quando sono interrotta. Ed è in quel momento che creo il mio mondo, un mondo fatto di sfumature che diventano note, che si trasformano in melodia, che accendono la passione. Quelle note così calde che si producono dallo scorrere della matita che sinuosa graffia la grana della carta, con decisione fa vibrare il foglio e il mio corpo. Sento l'eccitazione che sale da una parte del corpo a me sconosciuta, quell'eccitazione che la creazione del momento fa salire invadendo i miei arti. Le gambe sono molli ma non cedono, le braccia invece, forti e vogliose di lasciar scorrere fuori tutto. Un'aria quasi erotica si respira, una danza passionale inizia tra il mio corpo e l'Arte, quasi come un estasi mi penetra spiritualmente. Ora sono pronta per lasciarmi invadere, ora sono sua, il corpo, la mente, l'anima, niente mi appartiene! Proseguo e sento il respiro affannoso, avvampo e gelo contemporaneamente, sto creando. Alla fine ripongo tutto e osservo... delusa dall'eccitazione ormai svanita, osservo incattivita l'opera che mi ha tolto un altro pezzo di me, sono stata privata della mia ennesima parte. Rifletto un attimo e capisco che l'arte mi consumerà, mi ucciderà. Mi rallegra il pensiero, quasi fa riaccendere l'eccitazione perchè mi farei consumare continuamente da tutto questo sentire. Ora capisco cosa significa donarsi senza limiti... ora capisco l'amore di cui tutti parlano e forse, un pò malinconicamente, rifletto sulla mia incapacità di darlo (o di volerlo dare) ad altri se non a lei... Ma io sono pazza e questo è il mio momento. 

13 novembre 2014

Caro amico ti scrivo... o ti disegno.




Per una questione pratica non pratico la gente e se la pratico ci penso bene, tanto è vero che mi affeziono raramente ma quando lo faccio, cascasse il mondo, tutto è vero fino in fondo. E allora butto via il cuore, che se ne facciano ciò che vogliono, io ho vinto nel momento in cui ho iniziato a voler bene, un bene sopra tutto, tanto bene da abbattere le mie difese. Io capisco in quel momento che nella vita ho avuto tanto, capisco che c'è più di quello che voglio ammettere e allora posso gridare che voglio bene, che mi manchi o mancate, e fanculo tutto, mi posso fermare un attimo a riprendere fiato. 
Se dedichi il tempo a qualcuno fallo pensando. Io scelsi te un giorno, neanche tanto lontano, io scelsi perchè la mia vita è sempre stata una questione di scelte. Ti scelsi in mezzo alla gente, tra le birre che tintinnavano e le risate che echeggiavano. Ho scelto te come spalla, come amico, come fratello, come compagno (non prenderti male). Ho scelto di credere che potevo andare oltre la mia cattiveria, la mia testardaggine, la mia mancanza (a volte) di cuore. Un disegno non spiega, può sembrare tutto e niente e alla fine a me non interessa far capire niente a nessuno, mi interessa sapere che nel tempo, quando le strade prenderanno vie diverse, avrò lasciato il meglio a chi ha saputo far uscire il meglio. Non prometto il "per sempre" ma prometto il qui ed ora e finchè ci sarai io ci sarò.

P.S. ...e una notte lasciasti portarti via, 

solo la nebbia e noi due in sentinella, 

la città addormentata non era mai stata così tanto bella. 

Al mio caro, caro, ma tanto caro amico Davide, che possa il mio blog ricordarti quando io avrò l'alzheimer. 


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