Nella realizzazione di un quadro astratto ci metto dentro sempre il peggio di me, peggio che l'arte ovviamente trasforma in meglio. Sono quadri che escono come lava, si realizzano in poco eppure racchiudono tutto. I colori caldi, poi quasi bui, che esprimono la passione che ho dentro, tanto forte quanto oscura, una passione che a volte faccio fatica io stessa a contenere, troppo forte per reggere al peso delle convenzioni sociali, quasi devasta il mio essere nella società. Poi lampi di luce, momenti che probabilmente rappresentano attimi di riflessione del "tutto percepito" della mia anima, dove raccolgo i cocci dell'Io ormai a brandelli. Poi prendo le distanze da quest'Arte e m'accorgo che io sono li, ci sono, mi vedo, mi sento. Sono un quadro astratto, bello da lontano, incomprensibile da vicino. Quelle pennellate a volte incerte rappresentano il mio cercare di essere perfetta... Perfetta per voi. L'amica perfetta, la figlia perfetta, l'amante perfetta. Poi il tratto duro, perchè tutto questo provare ad essere perfetta per voi mi ha reso imperfetta per me. Ritrovo la via, ritrovo me stessa, il solito quadro astratto che nessuno capirà perchè io stessa non mi capisco. Se è vero che una passione può ucciderti allora sto morendo. L'Arte mi ha capita e mi sta plasmando, rinuncio alla perfezione sociale così che io possa essere perfetta solo per lei. Non capirò mai tutto questo sentire da dove viene e forse neanche c'ho mai provato, so solo che mi sta allontanando da tutto, mi sto perdendo, sto perdendo le certezze... falsi ideali, gente vuota, leggerezza morale ma soprattutto sentimentale, non c'è più un valore che mi leghi a voi e ringrazio l'Arte d'avermi portata lontano... è stata la mia salvezza. Ora so cosa non voglio, non voglio essere come voi! Sono una prescelta, sono la Sua prescelta, dove mi porterà lo sa solo Lei e ho smesso di farmi domande da molto, subisco, chino la testa e aspetto, un giorno capirò.
Dove dire qualcosa, l'arte astratto...? Per me, soltanto dove piacere o non piacere. Cosa dovrebbe dire, forse sarà quello che ogni osservatore traduca.
RispondiEliminapodi-.
(e io, chi sono io? oltre di chi sta dietro la macchina fotografica, non so neanche, oppure forse dipenda dall'osservatore che mi guardi...)
Confermo il piacere o no piacere,ma ritengo che l'Arte in generale sia molto soggettiva. Tutto è nel come viviamo quello che abbiamo dentro,alla fine l'Arte che sia astratta o realistica è comunque la sintesi del mondo. Su chi siamo concordo con te,siamo tutti e nessuno(frase fatta ma veritiera) noi che viviamo di Arte siamo continuamente al giudizio della gente,diventiamo quello che loro credono che siamo attraverso quadri,foto o altro. Un giorno saremo qualcuno,ma sicuramente non saremo come tanti altri! L'ARTE CI SALVERA'!
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