Gli amanti-Renè Magritte
Prima dei diciott'anni non avevo mai sentito parlare di Surrealismo, inteso ovviamente come movimento artistico. Ricordo che il primo quadro che vidi di quest'arte fu uno di Renè Magritte, da li decisi che dovevo fare della mia esistenza un quadro surrealista. Frantumazione del tempo, ricordi lontani che diventano forme nuove, colori che fanno sognare, riportandoti costantemente alla realtà. Nulla è più reale di un'opera surrealista, niente è più palpabile di quello che vogliono dire. Sapevo che da li a poco sarei maturata, era una cosa percettibile nell'aria, quell'aria piena d'arte, quei libri che raccontavano veri miti fatti a uomini, veri deboli... niente come un libro di Storia dell'Arte sa descrivere e far percepire, la grandezza di gente piccola, debole come noi, gente che viveva di nulla ma credeva in molto, gente che non aveva niente di nobile se non una mano che apriva il Paradiso. Non ho mai creduto in falsi dei, ma solo in uomini in grado di stravolgere le regole del bello. A cosa serve credere a qualcuno le cui gesta sono sempre costantemente nobili, se poi non si dice che a casa magari era un diavolo ? Esaltare le virtù altrui non fa altro che creare false aspettative, cosa che l'Arte e i surrealisti non fanno, loro le demoliscono le aspettative per creare una realtà più vera del vero, ti tolgono l'illusione del sognatore per farti vivere appassionatamente la tragedia della verità, quella verità tanto crudele quanto sublime! Mai bello fu più vero di quel quadro di Magritte!

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